I PREMI INTERNAZIONALI ARCA D'ORO ITALIA

L’Accademia della Voce del Piemonte, Alto Perfezionamento Lirico, Strumentale e Soirées Musicali, in collaborazione con l'Università, Regione Piemonte, il Comune di Torino, la Fondazione CRT eredita da “La Nuova Arca” il Premio Arca d'Oro, (oggi Premio Internazionale Arca d’Oro Italia) consegnato ogni anno a personalità che si sono distinte nell'ambito della musica lirica e classica, del teatro e in generale nel mondo della cultura. Due le speciali iniziative in cui la nostra associazione si è distinta per l'impegno culturale: nel 2011 la proposta all'Università di conferire a Riccardo Muti la LAUREA HONORIS CAUSA in Storia dell'arte  e nel 2017 la proposta di conferite la Laurea Honoris Causa ad un grandissimo, universale artista, CHRISTO YAVACHEV.
Alla cerimonia di conferimento della Laurea, si abbina anche quest'anno il PREMIO INTERNAZIONALE ARCA D'ORO ITALIA divenuto sin dal 1991 un significativo patrimonio culturale dell'Università, di cui siamo orgogliosi. Il 17 ottobre 2017 quindi il Premio Arca d’Oro Italia sarà consegnato nel corso della tradizionale cerimonia nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università A CHRISTO Universalmente riconosciuto per le grandiose idee realizzate in tutto il mondo: un artista che ama "abbracciare" montagne, monumenti, far camminare sull'acqua, modificare il mondo per restituirlo alla sua natura originale. Un avvenimento eccezionale dunque, di cui, ripeto, siamo veramente orgogliosi e che sottolinea la costante collaborazione con l'Università di Torino. Il 29 Ottobre 2012 Il Premio Internazionale Arca d'Oro Italia è stato consegnato ad un’altra celebrità: il Maestro Riccardo Chailly; Il 7 ottobre 2013 a Gianandrea Noseda, che alla testa dell’Orchestra del Regio ha compiuto il rilancio internazionale del Teatro. Il 10 Novembre 2014 Il Premio Internazionale Arca d'Oro è stato consegnato al Maestro Bruno Casoni della Scala di Milano unanimamente considerato il maggiore rappresentante della grande scuola corale italiana e apprezzato per le sue doti umane. Artista che dedica la sua vita all'insegnamento delle "Voci Bianche". Tre anni fa La Nuova Arca e L'Università di Torino hanno istituito il Premio Internazionale Italia Giovani Talenti assegnato a cantanti e musicisti dell’ultima generazione. Questo tre i giovani cui andrà il premio Giovani Talenti: il soprano Elisa Soster di Aosta, la violinista cinese del Conservatorio di Torino Yng Wang e il violinista torinese Ruben Galloro, diciannovenne violinista del "Verdi" di Torino. L'anno scorso, caso assolutamente unico al mondo, è stato Istituito il Premio Internazionale Arca d’Oro Italia Compositori/Giovani Direttori d’Orchestra, che sarà consegnato sempre il 10 ottobre al giovane compositore e direttore Alessandro Valtulini. Quest'anno il Premio Arca d'Oro Speciale per la Direzione Corale sarà consegnato al M° Sonia Franzese, nostro direttore artistico per l'impegno professionale incessante nel dar vita e dirigere cori lirico sinfonici e di musica sacra di ottimo livello. Una eredità importante che l’Accademia saprà onorare con la competenza e la passione che ha caratterizzato tutta la lunga storia dell’Arca d’oro.

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CHRISTO YAVACHEV
PREMIO INTERNAZIONALE ARCA D'ORO ITALIA 2017

Un illuminista del nostro tempo, l'artista che "abbraccia" le montagne,
i monumenti e fa camminare sull'acqua, una vita trascorsa a modificare 
il mondo ed a restituirlo alla natura

 
 

Christo, nato a Gabrovo, in Bulgaria il 13 giugno 1935, prese parte al movimento francese “Nouveau Réalisme” aderendo all’invito degli amici Arman e Yves Klein. E’ considerato artista dagli orizzonti infiniti, legato ad una sua personalissima concezione filosofica dell’arte, all’idea che il “Pianeta Terra” sia un bene comune, che si lasci docilmente plasmare, ma che bisogna assolutamente rispettare, per non incorrere nelle sue  improvvise ribellioni. Figlio dell’imprenditore Vladimir Yavachev e di Tsveta Dimitrova, segretaria dell'Accademia di Belle Arti di Sofia dove dal 1953 compì gli studi, nel 1956 si trasferì a Praga da dove l'anno seguente fuggi per sottrarsi al blocco comunista. Riparò così in Austria e dalla capitale austriaca iniziò il suo peregrinare in Europa. Uomo e artista assolutamente libero, insofferente ad ogni regime totalitario, lasciò Vienna, si trasferirsi a Ginevra, per poi raggiungere, nel 1958, Parigi, dove per ben 17 anni visse da apolide ai margini della società, guadagnandosi da vivere   dipingendo ritratti, che firmava con il nome di famiglia Javachev. La svolta radicale nell’evoluzione artistica di Javachev  avvenne – si può dire – nel momento in cui decise di diventare famoso nel mondo con il nome di Christo.  E, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le sue prime opere firmate "Christo" furono dipinti astratti e impacchettamenti di bottiglie, bidoni, cartoni, tavoli, e di modelli viventi nella tela o nella plastica. Questi oggetti colpirono la fantasia di Kein e Arman, che lo vollero partecipe del “Nouveau Réalisme”. Non si può oggi immaginare la vita di Christo senza la sua adorata musa Jeanne-Claude artista coprotagonista di tutte le idee e le opere monumentali del marito a cui si legò fino alla morte. Donna colta e sensibilissima, nata a Casablanca, inevitabilmente di origine francese, visse a Berna, poi a Tunisi dove conseguì la laurea in latino e filosofia nel 1952. Dopo sei anni, nel 1958, si trasferì a Parigi. E fu proprio nella capitale francese che scoccò la scintilla d’un amore indissolubile, forse propiziato dal comune giorno e data di nascita: Il 13 giugno 1935; in un momendo in cui Jean-Claud commissionò a Christo il ritratto della madre. Ma la vera collaborazione, il comune ideare, il comune realizzare le opere che condussero la coppia alla notorietà mondiale, nacque nel 1961 nel Porto di Kolonia a cui seguì nel 1962 la prima opera monumentale: “Rideau de Fer” un muro di barili di olio che bloccaba Rue Visconti, vicino alla senna, chiaro segno di ribellione al Muro di Berlino.
Chirsto e Jeanne-Claude soffrivano per quella decisione assurda di costruire un nuovi muro. Decisero insme di andare Oltre Oceano e nel 1964 negli Stati Uniti cominciò la loro incredibile ascesa artistica che li portò a realizzare progetto inimmaginabili fino allora: impacchettare grattacieli, monumenti, paesaggi interi, i canyons, opere apparentemente effimere, ma che avevano il pregio di dare un nuovo assetto, di modellare natura e città artificiali, quasi fosse mossi da un impulso protettivo temporaneo. I due artisti – anime assolutamente identiche - sono artefici della Land Art: intervengono sul paesaggio e lo modificano, nel loro caso in maniera provvisoria. Sono noti soprattutto per le opere realizzate con il tessuto, "imballando" monumenti o stendendo lunghi teli in luoghi naturali.  
Un esempio della loro incessante ansia creativa si ritrova nella celebre opera realizzata tra il 1972 e il 1976 denominata “Running Fence”: una recinzione continua, tesa da Est a Ovest per quasi quaranta chilometri tra alcuni declivi della campagna californiana, a nord di San Francisco. Si tratta di una serie di ampi teloni di nylon bianco appesi a un cavo d'acciaio sorretto da oltre duemila montanti metallici che, visti dall'alto, si snodano come un serpente e attraversano valli e colline fino a perdersi all'orizzonte. Quest'opera territoriale è volutamente giocata per contrapposizioni poiché la verticalità della recinzione si oppone nettamente all'orizzontalità del paesaggio e l'artificialità del nylon contrasta con la naturalità dell'erba. Infine anche il biancore dei teli si contrappone ai sobri colori del terreno. Questa incredibile muraglia bianca assume un grandissimo valore simbolico. Quando i teli sono gonfiati dal vento, infatti, l'enorme serpente sembra quasi animarsi e per tutta la sua lunghezza risuona di un crepitare secco e sonoro. Per la realizzazione dell'intero impianto furono necessari quattro anni, ma l'opera ebbe una vita estremamente breve essendo durata solamente quattordici giorni, quasi volessero rappresentare la caducità della vita. Del resto, tutte le opere di Christo hanno una gestazione di anni, ma vengono poi smantellate dopo pochi giorni e ciò in chiaro contratto con la filosofia degli artisti i quali vogliono tramandare ai posteri le loro opere.
La produzione artistica sempre firmata da Christio e Jeanne-Claude è impressionante. Si contano a centinaia le opere grandiose intrise di un simbolismo dilagante. Al Festival dei Due Mondi (giugno 1968). Spoleto. Imballaggio della Fontana di piazza del Mercato[11] e del Fortilizio dei Mulini - Primo imballaggio di un edificio intero (luglio 1968) - Kunsthalle (Museo d'arte) di Berna - Svizzera. - Documenta 4 di Kassel (agosto 1968) - Imballaggio d'aria di 5.600 m³ sollevati da gru e visibili da 25 km di distanza. Imballaggio del monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano, 1970. - Valley Curtain (1970-1972) - Telo lungo 400 metri steso lungo una valle delle Montagne Rocciose in Colorado. - Imballaggio di Porta Pinciana a Roma 1974. - Surrounded Islands (1980-1983) - le isole della Baia di Biscayne a Miami sono circondate da una cintura di polipropilene fucsia. - The Umbrellas (1984-91) - Progetto di Land Art da 6 - 8 miglia, 3.000 ombrelli alti 3,65 m. e larghi 5,5 m. Japan-USA. - Imballaggio del Pont Neuf (settembre 1985) - il Pont Neuf di Parigi, il più vecchio dei ponti della capitale francese, è impacchettato da un telo di poliestere giallo ocra. -Imballaggio del Reichstag (giugno 1995) - Il Reichstag di Berlino è impacchettato con un tessuto argentato. Milioni di persone sono andate a vedere l'opera. - The Gates (2004-2005) è stato aperto al pubblico dal 12 al 27 febbraio 2005. Era un percorso di 37 chilometri attraverso il Central Park di New York, costituito da materiale arancione intervallato da 7.503 portici, alti circa cinque metri e disposti a quattro metri di distanza fra loro. - The Floating Piers (2016) una passerella di 3,5 km sul Lago d'Iseo realizzata nel giugno 2016.-  Over The River – (da realizzare) copertura di un torrente, l'Arkansas River, in Colorado. - Mastaba – (da realizzare) parallelepipedo composto da oltre 450.000 barili di petrolio vuoti nel deserto degli Emirati Arabi Uniti - The Floating Piers (Ponte Galleggiante. Un percorso pedonale provvisorio e gratuito per un totale di 4,5 chilometri sulle acque del Lago d'Iseo, in provincia di Brescia, realizzato utilizzando 70.000 metri quadri di tessuto giallo-arancione, sostenuti da un sistema modulare di pontili galleggianti formato da 200.000 cubi in polietilene ad alta densità. Il progetto 'The Floating Piers' dell'artista di fama internazionale Christo che nel Giugno 2016 ha reinterpretato per 16 giorni (dal 18 Giugno al 3 Luglio) il lago lombardo. L'installazione si è sviluppata in circolo da Sulzano a Monteisola (Peschiera Maraglio) e poi con due diramazioni che conducevano all'isola privata di San Paolo. Tre chilometri sull'acqua ed un chilometro e mezzo lungo la strada pedonale che collega Peschiera Maraglio e Sensole.Con 'The Floating Piers' Christo è tornato a lavorare in Italia dopo oltre 40 anni annunciando "Vi farò camminare sulle acque, meglio se verrete senza scarpe; sarà una passeggiata dove sentirete le onde sotto i vostri piedi" 
Nel 2009 Jeanne-Claude muore. Come lei desiderava, il corpo è stato donato alla scienza. Quest'avvenimento ha fatto sì che Christo annunciasse il suo desiderio di completare le opere Over the River e Mastaba. Christo vive a New York nel quartiere di SoHo nella casa che ha condiviso per anni con la compagna.

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Jordi Savall
2015

Bruno Casoni
2014

Gianandrea Noseda
2013

Riccardo Chailly
2012

Riccardo Muti
2011

Pierluigi Pizzi
2010

Bruno Bartoletti
2009

Rituparno Ghosh
2008

Zubin Mehta
2007

Luca Ronconi
2006

Carla Fracci
2005

Maurizio Scaparro
2004

Mirella Freni
2003

Yuri Ahronovitch
1991

Paolo Conte
2002

Claudio Abbado
1996

Alfredo Kraus
1994